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ECOTURISMO E AGRICOLTURA DI MONTAGNA


 ”ALTOPIANO DEL BEN-ESSERE” il futuro dell’Alta Val di Non

 

1)      ECOTURISMO E AGRICOLTURA DI MONTAGNA sono, insieme ad artigianato e commercio,  le attività vocazionali storiche principali dell’ALTA VAL DI NON: il futuro delle località di montagna e la conservazione e cura del territorio bene comune, la vivibilità e la qualità della vita nei paesi dipenderà direttamente dalla gestione di queste attività intimamente legate al territorio.

 

Territorio conservato, ambiente pulito, paesaggio attraente, panorami esaltanti: questi alcuni degli elementi che rendono unica l’Alta Val di Non e che determinano da sempre, per abitanti e ospiti, le condizioni ottimali per la vivibilità e per un’alta qualità della vita.

Il TURISMO DI MONTAGNA, nel circuito del TURISMO ECO-CONSAPEVOLE, rivestirà un ruolo importante, determinante e insostituibile nel nella vita socio-economico-culturale dei paesi, offrendo un ampio ventaglio di opportunità occupazionali e professionali, stimolando produzioni agricole diversificate, promuovendo la frequentazione dei paesi con conseguenti opportunità per l’artigianato e il commercio. Garantirà stabilità e sicurezza economica sganciando l’economia dell’Alta Valle dalle logiche di produzioni  massificate e omologate da proiettare a basso costo su mercati globali ormai saturi, proponendo al contrario un’offerta turistica e gastronomica esclusiva e unica legata ad un territorio unico e non riproducibile. 

Il TURISMO DI MONTAGNA vive grazie al territorio in cui si esprime e alle sue caratteristiche paesaggistiche e ambientali e ne è CUSTODE: custodire un territorio vuol dire proteggere e garantire la sopravvivenza delle attività che gli hanno permesso di arrivare così come lo vediamo fino ai nostri giorni.

A questo scopo il TURISMO dovrà lavorare in sinergia con il MONDO AGRICOLO, stimolando la produzione e proponendo sulle tavole le risorse autoctone, raccontandone caratteristiche e potenzialità,  prodotti locali di qualità, a filiera corta e a basso impatto ambientale. Dovrà legare la proposta turistica soprattutto alla naturale stagionalità dell’agricoltura e delle pratiche agricole, slegandola in parte dalla dipendenza delle ferie estive e invernali istituzionali, tendendo ad allungare  la stagione turistica, mirando a “UNA STAGIONE LUNGA UN ANNO nell’ALTOPIANO DEL BEN-ESSERE”.

Un sempre crescente numero di turisti eco-consapevoli si sta infatti affacciando sul mercato, alla ricerca di luoghi naturali caratteristici rispettati e curati, in cui vivere anche brevi periodi a contatto con la natura e relazionarsi con gli abitanti, partecipare alla vita sociale, conoscere tradizioni e novità, partecipare alla vita rurale, imparare a conoscere ed interagire con il mondo contadino locale e scoprirne i prodotti, vivere “esperienze rurali per famiglie”, gustare alimenti preparati con prodotti legati al territorio sapientemente proposti sulle tavole di alberghi, ristoranti e agriturismi, scoprire l’artigianato locale autentico e l’offerta commerciale.

2)      L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA e in particolare la ZOOTECNIA hanno garantito la conservazione e la cura delle praterie e dei prati di montagna dell’Alta Val di Non, prati polifìti ricchi di varietà di piante e fiori, di biodiversità, la “vera” ricchezza esclusiva e inimitabile di una località di montagna.

L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA consiste per sua natura in colture e allevamento diversificati e conseguente trasformazione di vegetali, latte e carne in prodotti buoni e sani, tendenzialmente privi di additivi alimentari, legati al territorio e al produttore.

Nelle fattorie didattiche e negli agriturismi, si sposa sapientemente l’attività produttiva con quella ludico-formativo-educativa, diventa scuola di cultura dell’ambiente dell’alimentazione e della cura della persona, conferisce al contadino la figura di maestro di gestione della fertilità del terreno e delle buone pratiche agricole, lo  pone sul un alto gradino della scala sociale come responsabile della cura del territorio e dell’alimentazione, elementi da cui direttamente dipende la salute di abitanti e ospiti. (salute fisica e mentale è vivere in un ambiente bello e sano e nutrirsi di prodotti buoni e sani)

Soddisfare la richiesta di varietà di prodotti di qualità dell’Agricoltura di Montagna implica la differenziazione delle pratiche agricole-zootecniche all’interno delle aziende: differenziare è sicuramente impegnativo ma motivante e ricco di soddisfazione (anche economica) soprattutto se la vendita avviene direttamente dall’agricoltore al consumatore o attraverso la ristorazione pubblica e turistica. Differenziare garantisce inoltre una maggiore sicurezza economica, slegando il reddito dell’azienda agricola dalla monoproduzione (monoallevamento o monocoltura che sia)

 

3)      POPOLAZIONE E AMMINISTRAZIONI dei 9 Comuni dell’Alta Val di Non

hanno la responsabilità di comprendere l’importanza di ECOTURISMO e AGRICOLTURA DI MONTAGNA e degli indotti generati, e di attivarsi in una sintonia di intenti per attuare strategìe mirate a garantire la conservazione delle condizioni ambientali e paesaggistiche grazie alle quali queste attività potranno continuare ad esprimersi, evitando comportamenti individuali che, per puri fini speculativi, determinassero cambiamenti tali da inficiare e vanificare l’impegno comune teso a garantire la conservazione della vivibilità e dell’occupazione nei paesi e l’alta qualità della vita:

Ciò va perseguito insediando un  tavolo programmatico di confronto fra amministrazioni comunali, rappresentanze dei settori produttivi, sociali e culturali dell’Alta Valle, per sottoscrivere un  ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO come previsto dall’art. 2 comma 203 della legge 23.12.1996 n. 662, in cui siano previsti interventi:

  • Sul piano culturale, investendo risorse per la formazione permanente di abitanti e operatori sulla cultura dell’ambiente, dell’accoglienza, dell’alimentazione e della cura della persona.
  • Sul piano economico, promuovendo e sostenendo un progetto di ripresa di produzioni agricolo-zootecniche locali diversificate e il consumo delle stesse a filiera corta da parte di privati, mense di enti pubblici, operatori turistici e della ristorazione, in un sistema che garantisca all’agricoltore un adeguato ritorno economico.
  • Sul piano normativo,
  1. adottando un regolamento a protezione di agricoltura e zootecnia di montagna rispettose dell’ambiente e del paesaggio eseguite secondo i criteri delle buone pratiche agricole nel rispetto della fertilità terreno, del benessere animale, della salubrità e qualità dei prodotti e del minor impatto ambientale possibile.
  2. Intervenendo sui Piani Regolatori Generali per evitare pratiche agricole industriali che necessitino di strutture di copertura e trattamenti chimici tali da renderle impattanti sull’aspetto del paesaggio, sulle abitudini della popolazione e sulla salute pubblica, evitando in tal modo anche operazioni di colonizzazione da parte di speculatori esterni, che inficerebbero il programma di sviluppo turistico ed economico nel rispetto del territorio e della vita nei paesi.

 

INCISO 1)

TURISMO, AGRICOLTURA, ARTIGIANATO, COMMERCIO E SERVIZI, tutte le attività economiche e la popolazione dovranno fare sistema e lavorare in sinergìa, responsabilmente coscienti del fatto che il territorio in cui si vive non è solo da sfruttare, ma da vivere, condividere e rispettare, perché dal territorio dipende la nostra qualità della vita e quella dei nostri ospiti, e, in futuro, quella dei nostri figli e degli ospiti dei nostri figli. Collaborare, fare sistema, lavorare in sinergia è uno stile di vita e professionale che senza costi determina  lo sviluppo socio-economico-culturale di un territorio con ripercussioni positive per tutti.

INCISO 2) Il TURISMO è l’attività economica che sarà sempre meno un bene di elite e sempre più promossa e incentivata a livello europeo e globale come bene socio-ricreativo-culturale di cui beneficeranno tutte le fascie sociali.

INCISO 3)

I territori delle località di montagna avranno un futuro solo grazie all’AGRICOLTURA DI MONTAGNA, agricoltura per allevamento e colture di nicchia, locali e legate al territorio e al produttore, destinate ad un pubblico eco-consapevole sempre più numeroso che è alla costante ricerca e scoperta delle pratiche agricole rispettose dell’ambiente e dei consumatori.

I territori delle località di montagna avranno un futuro solo grazie all’AGRICOLTURA DI MONTAGNA, agricoltura per allevamento e colture di nicchia, locali e legate al territorio e al produttore, destinate ad un pubblico eco-consapevole sempre più numeroso che è alla costante ricerca e scoperta delle pratiche agricole rispettose dell’ambiente e dei consumatori.

Non è infatti economicamente competitivo l‘ intraprendere produzioni intensive e industriali in un territorio di montagna, per proporsi su mercati globali ormai inflazionati da prodotti provenienti da tutto il mondo e coltivati su territori geomorfologicamente ben più favorevoli di quelli dell’ambiente montano, molto più facilmente ed economicamente gestibili e con costi del personale molto ridotti rispetto ai nostri; i progetti di grandi produzioni da proiettare sui mercati globali non hanno dato risultati duraturi nel tempo e hanno creato e stanno creando grandi problemi a livello finanziario, per non parlare del costo ambientale e sociale che comportano per il territorio e gli abitanti, costi finora trascurati, reputando la ricchezza economica prioritaria rispetto a salute e ambiente, costi enormi oltrechè difficilmente quantificabili nel momento in cui al criterio della sostenibilità economica si affiancano a pieno titolo quelli della sostenibilità ambientale e sociale!!

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